Gianmaria Dal Maistro e Tommaso Balasso sono stati protagonisti di una delle pagine più significative dello sci paralimpico. Otto anni insieme: cinque medaglie ai Giochi Paralimpici, cinque ai Campionati del Mondo e tre Coppe del Mondo di specialità.
L’incontro
È il 2002 e da qualche anno ho smesso di fare le gare di sci. Sono curioso, voglio capire meglio come possano sciare le persone con disabilità; ne ho letto da poco su piccoli trafiletti di quotidiani. Così fisso un incontro con Gianmaria Dal Maistro, sciatore ipovedente, campione, ex compagno di scuola. Gli propongo un servizio fotografico. L’idea piace, vengo invitato a Sestriere e ricordo benissimo quella prima sera in hotel. Tutto nuovo, un sacco di ragazzi come me, provenienti da tutto il mondo, ma in una condizione così diversa dalla mia.
«Avevo 20 anni, dopo quel weekend tutto è cambiato, o meglio, ho deciso che tutto sarebbe dovuto cambiare. Me compreso.»
«Ti va di provare a farmi da guida?»
Vissuto quel fine settimana all’insegna delle risate, dello sport vero, di qualche birretta e di un sacco di personaggi pazzeschi, penso che di questo mondo io ne vorrei proprio far parte. Sugli sci me la cavo bene e soprattutto imparo molto in fretta e quindi alla domanda di Gianmaria «Ti va di provare a farmi da guida?» io non perdo l’occasione di accettare la sfida, ignaro di ciò che mi avrebbe aspettato. C’è molto lavoro da fare e non esistono tutorial, ma in breve tempo troviamo il “nostro modo”, la nostra comunicazione, la nostra sintonia ed è subito Tom&Jerry Show.
Siamo nel 2003, la nuova coppia è formata e in men che non si dica esordiamo forte: nostra la Coppa del Mondo di specialità in Super-G. E la stagione successiva, ai Campionati del Mondo di Wildschönau, ci portiamo a casa l’argento in Gigante, l’argento in Super-G e il bronzo in Slalom.
Il successivo grande appuntamento sportivo è di quelli rarissimi, un treno che passa una sola volta nella vita: le Paralimpiadi in casa, Torino 2006. Una grande fortuna per un atleta.
La pressione si sente e per la prima volta gareggiamo davanti al grande pubblico, ai famigliari, agli amici e ai tanti torinesi accorsi a riempire gli spalti della Kandahar Banchetta Nasi.
Con i compagni di squadra Meme, Kino e Dino, io e Jerry, un mese prima dell’appuntamento paralimpico, affittiamo un appartamento a Sestriere per allenarci quotidianamente sulla pista di gara. Che periodo! Si salvi chi può… Vogliamo conoscere ogni centimetro di quel pendio, augurandoci di saper gestire ogni imprevisto. E quando arriva il gran giorno siamo pronti.
La prima gara in calendario è la Discesa Libera. Non è la nostra specialità e i tecnici ci consigliano di riposare, di non correre, per non rischiare. Ma noi abbiamo un piano diverso: sentire un po’ di vento in faccia, rompere il ghiaccio e saggiare la neve in vista delle discipline a noi più congeniali. Funziona. Funziona a meraviglia.
Quando si spalanca il cancelletto per il Super-G andiamo forte. Nonostante delle sbavature e un mio errore su un cambio di pendenza, che pensavo avesse compromesso la gara, voliamo e conquistiamo la medaglia d’oro. E ad accompagnarla ci sono il gradino più alto del podio, il tricolore che sale e l’inno di Mameli. Nella conca di Sestriere c’erano tantissimi bambini a cantarlo con noi. Bellissimo. Che emozione unica, quante lacrime (per me)!
In Gigante, nonostante la sfortuna tenti di ostacolarci facendo rompere la maschera a Gianmaria, ecco che arriva comunque un incredibile argento. Così la cerimonia di chiusura di Torino 2006 ci vedrà portabandiera.
«Come sempre non vogliamo solo partecipare.»
I due bronzi, in Gigante e Supercombinata, ai mondiali sudcoreani del 2009 sono l’antipasto delle Paralimpiadi canadesi: Vancouver 2010, dove ci presentiamo come alfieri italiani alla cerimonia d’apertura. Per noi sarà l’ultima puntata del Tom&Jerry Show, perché Gianmaria ha deciso di ritirarsi dalle competizioni dopo quattordici anni di straordinari successi. Io continuerei volentieri, ma rispetto la decisione del mio amico. Ora il punto è chiudere col botto! Come sempre non vogliamo solo partecipare.
Lo Slalom è la prima prova: condizioni difficili perché sotto i piedi c’è neve trasformata in ghiaccio vivo e tutto intorno un nebbione da antologia. Fa nulla, il bronzo è nostro. Come sarà nostro quello in Gigante.
All’appello manca solo la Supercombinata. La prima manche non va come previsto, ma in seconda Jerry tira fuori dal cappello una delle sue manche da uomo di ghiaccio. Rimontiamo, rimontiamo fino all’argento. Ecco la chiusura in bellezza tanto voluta. E ad arricchire il termine della stagione ci saranno le coppe di specialità in Gigante e Supercombinata.
Questo show è stato davvero un viaggio incredibile!
Giochi Paralimpici
Coppa del Mondo di specialità
Campionati del Mondo
Giochi Paralimpici
Campionati del Mondo
Coppa del Mondo di specialità
2026
Premio alla Carriera
Comitato Italiano Paralimpico Veneto
2010
Alfieri alla cerimonia di apertura
Giochi Paralimpici di Vancouver
2007
Cittadinanza Onoraria
Città di Torino
2006
Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Presidenza della Repubblica
2006
Collare d’Oro al merito sportivo
CONI
2005
Goccia d’Oro al valore atletico
Comitato Italiano Paralimpico
Tom
Il libro fotografico
La straordinaria storia di Tom&Jerry: il risultato della combinazione di amicizia, passione, determinazione e sacrificio raccontate attraverso un anno di fotografie, dalla preparazione atletica ai successi della Paralimpiade di Vancouver 2010.
Fotografie di Carlo Perazzolo · Prefazione di Claudio Arrigoni
Il talk di Tom&Jerry per convention, eventi aziendali e scuole.
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