Diversity & Inclusion in sports

SCIE DI PASSIONE

Nel 2010 Gianmaria decide di ritirarsi dalle competizioni. Io accolgo la sua decisione, ma non ho nessuna voglia di lasciare il mondo dello sport paralimpico. Ho ricevuto così tanto che sento il bisogno di restituire qualcosa. Ho un debito, una responsabilità, la necessità di mettermi in gioco per promuoverne i valori. La mia passione mi impone di escogitare qualcosa di nuovo, di speciale.
Durante gli ultimi anni di allenamenti mi capitava spesso di incontrare una persona carismatica e che ha lasciato il segno nel mio percorso: Corrado Sulsente. Lui mi invitava a contattarlo se mai avessi voluto diventare maestro di sci, perché gli sarebbe interessato approfondire le tematiche legate allo sci e disabilità. Quella era una strada che mi sarebbe piaciuto percorrere, così decido di prepararmi per le selezioni maestri in vista del corso organizzato dalla Snowsports Academy San Marino, un innovativo percorso didattico che mira a formare figure professionali d’eccellenza, con un’attenzione particolare ai valori di onestà, affidabilità e serietà. Mi sembrava perfettamente in linea con il mio sogno di diventare un maestro di sci adattato.

Ma intanto penso e ripenso a cosa poter fare di concreto, finché non propongo a Corrado di organizzare una giornata sulla neve per tutti, ma proprio tutti, gli alunni delle scuole superiori di Schio, la mia città. Mettiamo su una squadra e contattiamo tutti i professori di educazione fisica. Manca un nome per l’evento e al maestro Vito viene in mente di prendere spunto dal mio libro fotografico “Scie”, in cui racconto l’ultimo anno di gare con Gianmaria.

«Chiamiamola “Scie di passione”». Da nasce tutto.

Come location scegliamo Folgaria, nell’Alpe Cimbra. Perché? Semplice, perché fin da subito la località non si è chiusa a riccio di fronte alla proposta sfidante, ci ha offerto supporto, ci ha dato una mano e messo a disposizione un auditorium per il pomeriggio.
Il 3 febbraio 2011 la giornata, in collaborazione con le associazioni Brain Power e Fair Play, è un successo. Molti ragazzi sentono per la prima volta il vento in faccia, la velocità, la sintonia con la montagna e quella straordinaria sensazione di libertà che lo sci sa regalare. Il divertimento è assicurato, per tutti.

La mission è promuovere lo sport per tutti, perché lo sport può aiutare a reagire, può essere il motore della rinascita. Ti cambia la vita in meglio. Vogliamo proporre diversi sport invernali: dallo sci alpino a quello nordico, passando per lo snowboard. E poi le ciaspolate, l’e-bike e infine, negli ultimi anni, tutta l’attività estiva, così da garantire il servizio sia d’estate che d’inverno.

I primi tempi sono duri. Abbiamo zero quote di mercato e la nostra sede è una roulotte usata da cantiere, ribattezzata “la Rondinella”, fornitaci dalla società degli impianti e rimessa a posto da noi. Qualcuno profetizza che non dureremo una stagione. E invece siamo ancora qui, diventati un’eccellenza. Noi ci abbiamo sempre creduto, anche quando c’è stato da stringere la cinghia.

Scie di Passione ci ha messo un paio di stagioni per ingranare, ma poi è esplosa. Dal 2014, oltre alla nostra sede principale a Passo Coe (Folgaria), ne abbiamo aperta una seconda, al Passo della Mendola (Alta Val di Non). Ora contiamo un organico di 50 tra maestri e guide da tutta Italia, tutti specializzati nell’insegnamento alle persone con disabilità (motorie, sensoriali e cognitivo-relazionali). Collaboriamo con altre scuole, anche straniere. Ed eroghiamo servizi tutto l’anno. Siamo una delle realtà più attive in Italia, tanto da vincere, nel 2021, in occasione del decennale, il premio CIDU per i diritti umani, rilasciato Ministero degli Affari Esteri italiano per le nostre iniziative a favore delle persone con disabilità.

Essere un “MAESTRO DI SCIE” è una scelta. Abbiamo un decalogo di condotta molto stringente. Siamo stati tra le prime scuole, ad esempio, a proporre da subito: “Casco obbligatorio per i maestri”. L’attenzione al cliente e alla sua soddisfazione sono le condizioni essenziali alla quale tutte le ragazze e i ragazzi che collaborano a questo grande progetto, devono ispirarsi.

Ma io avevo in testa anche un’altra idea: avvicinare in modo ‘soft’ le persone con qualsiasi disabilità al mondo delle gare, di provare l’ebbrezza di vivere una competizione vera. Assaporare quel rodeo di emozioni, di sensazioni, il pieno di adrenalina.

Ci siamo quindi aggregati ad Autodrive Ski Cup, un circuito FISI per normodotati già esistente, divenuto nostro partner. Il piano era semplice, ma efficace: aprire ad un bacino più ampio possibile di persone e far partire gli sciatori con disabilità per primi, magari facendo solo le ultime porte. L’abbiamo chiamato SNOW4ALL Ski Cup, che è anche il nostro payoff, e continua a essere un’attività che portiamo avanti con determinazione.

Giorno dopo giorno, lavorando con gli stakeholder che gravitano sull’Alpe Cimbra, abbiamo cercato di costruire un ambiente su misura per le persone con disabilità, a cominciare dai parcheggi, all’affiancamento degli Hotel per l’adeguamento delle strutture, per finire con le sedie a rotelle donate, grazie all’associazione “Lo spirito di Stella”, dell’amico Andrea Stella, ai rifugi in quota, per renderli davvero accessibili agli sciatori che si presentano con il loro monosci.
La lezione da Scie di passione non è destinata solo a chi vuole imparare a sciare e progredire nella tecnica, ma anche a quelle persone che vogliono vivere un’esperienza di sci adattato, in grande libertà e sicurezza.
Scie di Passione è il nostro modo di regalare qualcosa, o forse cercare di restituire qualcosa, fosse anche solo un sorriso.

Mi capita spesso di tornare la sera stremato, con le gambe dure, le articolazioni che gridano pietà, ma con il cuore pieno e gli occhi gonfi di umanità.

Scuola di sci ed esperienze outdoor accessibili