Beyond Human Potential® è un laboratorio di innovazione tecnologica applicata allo sport e alla disabilità.
La nostra ricerca indaga la relazione e la sinergia tra uomo, scienza e tecnologia: è qui che limiti ritenuti insuperabili diventano occasioni per andare oltre il potenziale fin qui espresso. Attorno a ogni progetto riuniamo atleti, ricercatori, ingegneri e aziende per ideare, sviluppare e testare sul campo prodotti e dispositivi capaci di aprire nuove possibilità di movimento.
«Oltre il potenziale umano non significa superare ciò che siamo, ma accendere ciò che di straordinario ci abita dentro.»
Progetto #zero · La sfida di Michel Roccati
Michel Roccati, cyborg atleta
Michel Roccati, atleta e imprenditore italo-tedesco, è il primo uomo al mondo a riacquisire l’uso delle gambe dopo una lesione midollare completa. Grazie a un impianto di elettrodi controllato da intelligenza artificiale e a una determinazione incrollabile, è tornato a camminare, salire le scale, pedalare e persino nuotare. Detentore di un Guinness World Record e campione italiano di paracanoa, oggi continua ad allenarsi ogni giorno per superare nuovi confini e dimostrare che il limite può essere riscritto.
27 anni
All’età di 27 anni Michel rimane paraplegico in seguito a un incidente in motocicletta che gli provoca una lesione completa del midollo spinale (livello T6).
2020 · Il trial “Stimo”
Nel 2020 partecipa al trial clinico “Stimo”, un progetto guidato da Jocelyne Bloch e Grégoire Courtine presso l’EPFL di Losanna, che prevede l’impianto di un array di elettrodi sul midollo, gestito da stimolazione personalizzata via tablet.
Lo studio è pubblicato su Nature Medicine (2022).
Marzo 2025 · Hopen Talks
Tommaso Balasso aveva scoperto la storia di Michel online. Nel marzo 2025 lo invitò come ospite a Hopen Talks, il format di Hopen Space che dà voce alle storie di talento.
Per convincerlo gli fece una proposta: «Michel, ti va se, in cambio della tua presenza, ti faccio provare a sciare?» Michel disse di sì, e il giorno dopo l’evento erano già sulla neve. Prima di salire in quota volle vedere con che cosa avrebbe sciato: Tommaso gli mandò le foto del monosci, l’attrezzo che di solito si usa con le persone con lesione midollare. La risposta lo spiazzò.
«Io voglio sciare in piedi.»
Quel giorno Michel provò a sciare in piedi: ci riuscì con l’aiuto dei maestri di Scie di Passione, che lo sostennero e coordinarono ogni suo movimento. Rientrato a casa, telefonò a Tommaso con una richiesta precisa: voleva tornare a sciare da solo, in autonomia. Da quella telefonata nacquero l’innovation lab Beyond Human Potential® e il Progetto #zero.
Sciare in piedi, in autonomia, con una lesione midollare completa
L’obiettivo era chiaro: permettere a Michel di sciare in piedi e da solo, con una lesione midollare completa. Nessuno ci era mai riuscito. Proprio dove il limite sembrava definitivo, il progetto ha visto lo spazio per provarci.
Per arrivarci, la stimolazione dell’impianto di Michel è stata adattata al gesto dello sci e affiancata da un dispositivo costruito su misura per lui. Ingegneri, artigiani, medici, fisioterapisti e maestri di sci hanno lavorato insieme, tra laboratorio e pista.
Tommaso BalassoAmministratore community
21/03/2026
Ore 10:05
Michel Roccati e’ il primo uomo al mondo ad essere riuscito a sciare in posizione eretta, con lesione midollare completa.
Grazie di cuore ad ogni persona che ha dato il proprio contributo
❤️
10:20 ✓✓
❤️👏🥇9
L’uomo, la scienza, la macchina
Uomo, scienza e macchina sono i tre pilastri del Progetto #zero. Nessuno dei tre, da solo, avrebbe riportato Michel in piedi sugli sci: è dal loro incontro che un limite considerato definitivo è diventato possibile da superare.
con il suo infinito potenziale e la sua indomabile determinazione, capace di farsi precursore di una nuova idea di movimento.
che grazie all’intervento chirurgico sperimentale, l’AI e una programmazione avanzata, ha dato origine ad una nuova autonomia.
sintesi di maestria artigianale e ricerca tecnologica, pensata per non fermarsi di fronte al limite, ma per superarlo.
Un progetto nel progetto
Non si vince da soli quando l’obiettivo è cambiare le regole del possibile. In questa impresa, ogni mente e ogni mano conta: ricercatori, ingegneri, medici, designer, progettisti, tester, marketer. Ognuno con la propria visione, la propria competenza, la propria ostinazione.
A unire la squadra è la convinzione che il progresso non nasca solo dai tre elementi, ma dall’incontro tra persone che credono in qualcosa di più grande di loro. Perché solo insieme si può trasformare un esperimento in un gesto umano, una sfida in un nuovo inizio.
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